Il 6 marzo 2017 presso la sede dell’Istituto Gemmologico Italiano a Milano si è svolto un seminario di approfondimento sul diamante riguardante l’identificazione di trattamenti e sintesi.

Il seminario è stato tenuto dal Dott. Andrea Zullino, docente ed analista presso l’Istituto stesso, ed ha visto partecipanti 11 gemmologi (tra i quali il nostro) convenuti da ogni parte d’Italia per aggiornare le proprie competenze in materia e approfondire la situazione attuale riguardo le sintesi e trattamenti.

 

Come riportato già qualche anno fa in un articolo su Magazine Preziosa :

“Da tempo i maggiori istituti gemmologici internazionali (G.I.A. – I.G.I.) seguono con attenzione il problema; presso i laboratori I.G.I. di Anversa e Mumbai alcuni diamanti catalogati come naturali sono stati identificati come CVD, cioè sintesi prodotti per deposito di vapore chimico. È quanto riporta Rapaport, che riferisce anche una dichiarazione del co-amministratore delegato dell’IGI Roland Lorie, secondo il quale “Un commerciante non può riconoscere la differenza tra diamante naturale e diamante sintetico CVD: per fare accertamenti sono necessari macchinari sofisticati presenti presso i laboratori. Questo significa che ci potrebbe essere una grande quantità di diamanti sintetici non dichiarati sul mercato”.

La DTC ha risposto subito all’appello, dichiarando di aver riscontrato la presentazione di tre casi simili in tre laboratori: in Belgio, in Cina e in India. Per questo anche la Diamond Trading Company ha chiesto all’industria diamantifera di accrescere la vigilanza nel settore, affermando che la qualità di quanto venduto è fondamentale per mantenere la fiducia dei consumatori.

I laboratori di classificazione hanno la capacità di rilevare i diamanti sintetici e questi eventi sottolineano l’importanza di avere accesso a metodi di rilevazione comprando soltanto da fonti che possono essere attendibili. Pacchi di pietre contenenti proporzioni insolitamente elevati di tipo IIa devono essere trattati con particolare cautela”. Anche le pietre trovate da DTC sono risultate simili a quelle identificate dall’IGI.”

 

Com’è facilmente intuibile il problema non può più essere trascurato, il pericolo di inquinamento del mercato è oramai divenuto reale e pericolosamente a contatto con la nostra quotidiana attività; l’importante è non nascondere la testa sotto la sabbia ma far fronte con efficacia a questa crescente insidia.

La nostra azienda è impegnata in tutto ciò e sta già attrezzandosi per offrire alla propria clientela soluzioni sicure ed affidabili; continuerà inoltre a monitorare l’evolversi della situazione aggiornandosi costantemente sia in scienza che tecnologia.

Le nostre competenze ed il nostro laboratorio sono dunque a disposizione, così da continuare ad offrire un prodotto sicuro e garantito.

 

Come sempre Bonomi Diamanti è al Vostro fianco.


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