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In queste ultime settimane sui quotidiani ed in rete si sono moltiplicate le notizie riguardanti i discutibili metodi utilizzati da alcuni istituti bancari per indurre i loro clienti a destinare parte dei risparmi all’acquisto di diamanti “da investimento”.
Nell’ottobre del 2017 l’Antitrust ha disposto una multa di € 15.000.000 a carico delle società Intermarket Diamond Business e Diamond Private Investment e degli istituti bancari Unicredit, Intesa San Paolo, Banco BPM e MPS, giudicando la loro offerta di diamanti gravemente ingannevole (Eco di Bergamo 22/03/2018).
In conseguenza di ciò pare che alcuni istituti bancari si siano offerti di ritirare i diamanti venduti rimborsando i risparmiatori.
Sono gli ultimi sviluppi di una situazione iniziata più di dieci anni fa, che ogni giorno rivela aspetti sempre più sconcertanti e di cui i media se ne occupano con regolarità, con toni sempre più accesi e scandalizzati mano a mano che il quadro si definisce.

Ecco dunque che, come spesso accade in questi casi, anche per i diamanti si sta assistendo al rapido passaggio da un’ingiustificata “santificazione” quale forma di investimento alla totale demonizzazione; crediamo così sia il caso di fare chiarezza su alcuni aspetti, riportando queste gemme nella giusta posizione dovuta.

Iniziamo dai termini fuorvianti ed errati che sono stati usati parlando di diamanti, in particolare ci riferiamo alla definizione “diamanti da investimento”.
Chi conosce a fondo il mondo dei diamanti sa che il “diamante da investimento” non esiste, è una mera invenzione commerciale; chiunque si recasse in una delle Borse diamanti presenti nel mondo (Tel Aviv, Anversa, Mumbay, New York) e chiedesse dei “diamanti da investimento” verrebbe guardato come un marziano, o forse più semplicemente come un ubriaco.
I diamanti sono diamanti e basta, del totale estratto circa l’85% è ad uso industriale e solo il 15% è destinato ad uso gioielleria; è a quest’ultima qualità che appartengono anche i diamanti acquistati come accantonamento di valore.

Non è una pratica sbagliata, i diamanti registrano costantemente un aumento di valore nel corso degli anni, ma occorre aver ben chiaro poche, semplici ma inderogabili nozioni.

La prima cosa da tener presente è che non esiste una quotazione univoca, universale e duratura nel tempo dei diamanti; i vari listini che circolano (primo fra tutti Rapaport a cui dedicheremo una news apposita) sono solo indicativi e proprio per la complessità del loro utilizzo ed interpretazione non avrebbero dovuto essere messi a disposizione del pubblico, cosa che invece è stata fatta, ed estremizzando all’eccesso la loro semplificazione per renderli comprensibili ai meno preparati ci si è ridotti a fornire false informazioni, lasciando credere che un diamante di una determinata qualità e peso avesse una quotazione unica riconosciuta universalmente.

Altra informazione che gli sfortunati “investitori” avrebbero dovuto ricevere è che NON esiste un ente deputato al riacquisto automatico ed obbligato dei diamanti; la rivendita è possibile offrendoli a privati, gioiellieri o grossisti, ognuno dei quali libero di rifiutare l’offerta o di avanzare un prezzo d’acquisto che ritengono vantaggioso.
L’utilizzo del termine “investimento” ha invece illuso i risparmiatori che i diamanti potessero essere trattati più o meno come le quote dei fondi d’investimento (appunto) o titoli di borsa in genere, che con una semplice telefonata in banca possono essere smobilizzati in parte o in toto, ricevendo i contanti sul proprio conto corrente bancario nel giro di qualche giorno.
Il fatto poi che tali proposte, pur provenienti da società private, fossero veicolate da istituti bancari ha indotto gli “investitori” a fidarsi senza porsi troppe domande, rassicurati dall’immagine istituzionale che le banche ancora offrono, oltre che dall’aver ricevuto la proposta magari proprio dal funzionario bancario con cui da anni intrattenevano rapporti.

Il risultato finale di tutto ciò lo stanno raccontando i giornali, e tra i vari imputati sul banco d’accusa rischiano di finire anche i diamanti.

Dunque affrontiamo la questione: i diamanti costituiscono un pessimo acquisto? Meritano la diffidenza che questa vicenda sta creando intorno ad essi?

Certamente no, sono molti gli aspetti positivi che vantano, e qui possiamo valutarne alcuni.

Certamente non sono un investimento come inteso tradizionalmente, ma sono un bene rifugio, cioè un mezzo per accantonare valore che non subirà tracolli in caso di personale o generale fallimento.

Per varie ragioni che non stiamo qui ad illustrare il loro valore cresce ogni anno del 3 o 4%; accantonare una somma in diamanti e conservarla per un sufficiente numero di anni, pur con le caratteristiche sopra illustrate, si rivela un ottimo riparo dagli stravolgimenti che negli ultimi anni abbiamo visto colpire i titoli di stato, le obbligazioni, e addirittura le monete nazionali di paesi che subiscono un tracollo.

I diamanti sono quotati in dollari, se certificati da istituti internazionalmente rinomati il loro valore è riconosciuto universalmente e dunque monetizzabile in ogni parte del mondo.

Sono un bene al portatore, di libera circolazione e facilmente trasportabile dato il limitato volume, sono facilmente divisibili nei lasciti ereditari.

Un’ultima caratteristica molto interessante è che possono essere utilizzati montati in gioielleria, come un qualsiasi bene di consumo, ma non subendo alcuna alterazione o usura costituiscono comunque un accantonamento: si acquista un gioiello per la moglie e contemporaneamente si accantona una riserva di valore a tutela della famiglia!

Per giungere ad un acquisto vantaggioso è però necessario rivolgersi a professionisti qualificati, esponendo le proprie esigenze e lasciandosi consigliare su carature e qualità; come già detto non esiste un ente deputato al riacquisto, ma se si posseggono diamanti con caratteristiche richieste dal mercato sarà più facile per i gioiellieri e i vari attori nel commercio dei diamanti trovare possibili acquirenti alle pietre che si vuole rivendere.

In questo nostro breve scritto si è cercato di chiarire questa contorta vicenda; l’insegnamento che si trae è ancora una volta che è bene affidarsi a professionisti preparati, diffidando dalle “sirene” che promettono facili e mirabolanti guadagni.


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Da qualche anno nelle gioiellerie sono apparsi oggetti “alieni”, a nostro giudizio impropriamente chiamati gioielli e costituiti dai più diversi materiali ma tutti accomunati da una caratteristica: esser privi di valore intrinseco.

Stiamo parlando di orecchini in acciaio, collane in gomma, bracciali in cuoio e altro ancora.

Ma cosa è un gioiello?
Che caratteristiche deve avere per essere definito tale?

Noi riteniamo che un gioiello debba avere due caratteristiche imprescindibili: esser costituito da metalli nobili e pietre preziose ed essere costruito con artigianalità.

Non tutti sanno che l’Italia vanta una tradizione orafa di assoluta eccellenza, conosciuta e ricercata in tutto il mondo.

La nostra produzione di gioielli è molto ampia, comprende i più svariati modelli ed è accessibile ad ogni capacità di spesa; non è necessario accontentarci di surrogati.

 

Quindi perché non regalare a se stessi o a chi si ama quel che senza esagerare potremmo definire una piccola opera d’arte?

Un occhio al prezzo giustamente va dato, non lo neghiamo, ma attenzione: la qualità ha inevitabilmente un prezzo. Esso è dovuto alle caratteristiche delle materie prime utilizzate, al costo della manodopera specializzata, al maggior tempo impiegato per la progettazione e realizzazione del gioiello, dovendo dedicare tutta la cura necessaria per consegnare un prodotto perfetto.

Un gioiello con diamanti è per sempre; che sia di qualità è fondamentale.

 

E se si volesse un gioiello unico, esclusivo?

Bonomi Diamanti può accontentare anche questa esigenza; grazie a moderni programmi di progettazione possiamo realizzare le idee dei clienti.

Infine esiste anche un ultimo aspetto nell’acquistare un gioiello con diamanti che spesso viene trascurato: il diamante nel costo del gioiello solitamente è la parte preponderante e anche se indossato non perde valore ma si rivaluta nel tempo.

Acquistare un gioiello con diamanti è anche accantonare valore a beneficio del futuro, una tutela per i propri cari.

Insomma, ciò che indossiamo ci qualifica, parla di noi e del nostro stile; facciamoci rappresentare dalla raffinatezza, dalla bellezza, dal valore: da un gioiello.

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